lunedì 4 giugno 2012

Un Pacco, tre Ragazze, e un Ginseng

Siamo giunti al termine della saga di Mauro Bianchi. L'ultimo episodio è final... un momento! Qualcosa è cambiato rispetto al programma originale. La copertina qui a fianco non ha la classica livrea di  Mauro Bianchi, e soprattutto, sul sito del detective non è apparso ancora nulla di nuovo tra i racconti. Che sta succedendo?

E' presto detto. La malvagità nascosta nel mio profondo è giunta in superficie e ha deciso di invertire le pubblicazioni che avevo in programma... e tutto perché (penserete voi) sono avido e gioco sui vostri sentimenti. Già! Perché quello che sto per presentarvi non è l'ultimo episodio, bensì il libro di Mauro Bianchi.
Si tratta di una pubblicazione su carta, ovviamente prodotta da Lulu Press, che raccoglie tutte e quindici le avventure di Mauro... compresa l'ultima puntata, quella che state aspettando da ormai un mese. Già!

E ora mi odiate, vero? Perché, se volete leggere gratis, in ebook, il gran finale della saga del detective bolognese, vi toccherà aspettare fino all'inizio di luglio.

Il libro che invece vi voglio presentare oggi si intitola Un Pacco, tre Ragazze, e un Ginseng. Conta 216 pagine, è stampato in formato paperback... più o meno come tutte le mie precedenti pubblicazioni su carta. Costa una follia, ben 11 euro e cinquanta centesimi. 

Come al solito, maggiori informazioni riguardo la pubblicazione sono disponibili sul mio sito (qui), e su Lulu (qui). Dentro, ve l'assicuro, c'è anche l'ultima puntata... dove tutti i nodi vengono al pettine e... dove scoprirete se Mauro sopravvive o meno ai fatti narrati in Cielo Nero. Non voglio svelare altro riguardo all'ultimo episodio.

Giusto una chicca, che dimostra il cambio di intenzioni a giochi fatti: Nell'ultima pagina di questo libro potrete notare la dicitura "Pubblicato a Luglio 2012", mentre sull'ebook gratuito che renderò disponibile a luglio troverete la dicitura "Pubblicato in Giugno 2012".

Sopportatemi, e... se siete spendaccioni, buona lettura!



domenica 3 giugno 2012

Alma Mater

My alma mater was books, a good library… I could spend the rest of my life reading, just satisfying my curiosity.

sabato 2 giugno 2012

Navi Fantasma

Oggi vi voglio parlare di un saggio, proposto qualche tempo fa dal vicino di blog Alessandro, dedicato alle Navi Fantasma. Si tratta di un breve documento in cui sono raccolti i casi più interessanti (e famosi) di navi fantasma. Qui non si parla di mitologia... piuttosto di fatti realmente accaduti che, col passare del tempo, si sono tinti di legenda e mistero. Fatti sconvolgenti, che non solo provengono da un remoto passato, da secoli or sono, ma che nascono anche nell'attualità, tra le due guerre mondiali, e che coinvolgono anche mezzi moderni e tecnologicamente avanzati come gli u-boat.

Navi Fantasma è nel formato ideale, un ebook snello e veloce da leggere, comprensivo di una esaustiva bibliografia. Ad arricchire tutto è una breve posfatazione di Davide Mana in cui si esamina la presenza delle Navi Fantasma nella letteratura. L'ebook si legge bene. Incuriosisce. Fa venire voglia di approfondire l'argomento. C'è qualche refuso (due o tre al massimo), e in una delle note a pié pagina, parlando di Barrow, si cita il film 30 giorni di buio e non 30 giorni di notte, che poi non è un errore vero e proprio perché il titolo originale è per l'appunto 30 Days of Night. Piccoli peccati veniali che non dovrebbero neppure essere citati.

Il pacchetto eBook è ben realizzato. L'impaginazione è pressoché perfetta, così come i link, la bibliografia, e quant'altro. I contenuti ci sono tutti. Se c'è un difetto... è che quando lo cominci a leggere, ne vorresti di più, perché finisce in fretta. Ottimo lavoro. Lo consiglio.


venerdì 1 giugno 2012

I miei primi quarant'anni

Anno 1975
E' sì! Sto per varcare la soglia degli "anta". Sto per dire addio agli "enta". Il tre di questo mese, attraverserò la linea del traguardo e comincerò a percorrere la seconda metà del viaggio. Non si torna indietro... sembra uno scherzo ma... non si torna indietro.

Mi guardo allo specchio e colui che mi guarda è difficile da riconoscere. Imbolsito, con le occhiaie, lo sguardo un po' spento. Non mi piaccio molto... ma del resto non mi sono mai piaciuto un granché! E' una faccia che di sganassoni ne ha ricevuti parecchi, anche se poi non si può certo lamentare perché c'è chi ha passato esperienze ben peggiori delle mie. Ma, evidentemente ognuno di noi lo sa, questi ragionamenti non valgono quando si pensa a noi stessi e si parla di noi stessi. Del resto è inevitabile guardarci negl'occhi e pensare «Ma che diavolo hai combinato in tutto questo tempo?».

Vediamo quindi di tirare le somme, con umiltà e serenità, senza diventare melodrammatici.

Anno 2005
Rimpianti? E se invece avessi fatto questo invece che quello? Chi non ha rimpianti alzi la mano destra. Io ne ho. Due o tre. Non tanti. Probabilmente la mia è più curiosità di come sarebbe diventata la mia vita se avessi fatto alcune scelte in modo differente. Ma non è che rinneghi, o condanni, quelle che effettivamente ho preso.
Rimorsi! Se non avessi... Se non fossi stato... Già! Anche qui ho qualche punto che mi infastidisce. Qui probabilmente la spina sotto il tallone fa un pochino più male, ma pazienza. Indietro non si torna. Poi ci sono tante Chimere, che ho seguito e che continuo a seguire. Se solo crescessi un pochino, forse mi darei pace.
Le Gioie sono state tante. Peccato che molte siano state solo momentanee, ma l'importante è averle avute. Poi ci sono i Dolori. Tanti, come avviene per tutti, e immancabili. Ovviamente alcuni di questi hanno lasciato il segno. I Sogni Infranti... Alcuni ci sono. Ma pazienza. Ci ho provato in tutti i modi possibili. Non ci sono riuscito. L'importante non è il risultato, è il percorso che si segue per raggiungerlo. Ho fatto tutto quello che potevo. E poi non è ancora finita... giusto? Citando una recente pellicola cinematografica: Alla fine andrà tutto bene. E se non è andata bene, vuol dire che non è ancora finita!
E poi ci sono i Sogni realizzati. Sì! Ci sono. Magari si sono realizzati in maniera differente da come me li aspettavo, magari si sono realizzati solo parzialmente... Ma ci sono. Il fatto è che, ogni tanto è anche capitato, una volta giunto al traguardo, che mi sono reso conto del fatto che il risultato non era poi tutta 'sta gran cosa!

Anno 2010
Sono felice? Diciamo che non sono infelice. C'è un discreto gap da riempire per poter rispondere positivamente alla domanda. Un po' d'amarezza c'è... credo sia tangibile in tutto ciò che faccio e in come mi comporto. Ma faccio buon viso al cattivo gioco e proseguo per la mia strada.

Ho concluso qualcosa? Forse niente di speciale. Con la scrittura non ho raggiunto livelli significativi. Con la fotografia idem. Col disegno... chi lo sa, sto tornando a cimentarmi proprio in questi giorni. Viaggiare non mi da più le stesse vibrazioni di un tempo. Ho perso interesse... fors'anche perché mi tocca sempre andare in giro da solo. E se a 20 anni era una continua avventura, adesso è un po' (concedetemelo) da sfigati! Però ho deciso di dare spazio a una passione che ho sempre tenuto sopita: la musica. Non sia mai che io mi dia per vinto.

Il momento più felice dei miei primi quarant'anni? Qual'è il tuo ricordo felice? Quello che ti permette di volare e andare sull'Isola che non c'è? Se mi concentro salta fuori la sera che scoprii, di nascosto, sopra l'armadio dei miei, che il regalo di natale sarebbe stato il Commodore 64. Era la fine del 1982, se non ricordo male, avevo dieci anni.

Il momento più triste lo tengo per me, non ve lo rivelo.
Oggi

Come sono diventato?
Forse un po' meno disponibile verso il prossimo. Meno paziente. Un po' orso. Ho perso la timidezza che mi impacciava quand'ero più giovane, ma nel corso di questi 40 anni non ho trovato molti buoni motivi per essere davvero aperto nei confronti del prossimo. Ammetto che sono più spontaneo con gli sconosciuti piuttosto che con coloro che frequento abitualmente, salvo ovviamente alcune eccezioni meritevoli... strano, ma più conosco le persone, meno mi apro con loro. E' il risultato di quarant'anni, meno due giorni, di vita.

Voi, invece, come mi vedete?


giovedì 31 maggio 2012

Un pensiero superficiale, il mio!

La sensazione, in questi giorni, che tutto ciò che tocco tremi è disarmante. Ammetto di non essere spaventato, per lo meno non nel senso più tradizionale del termine, ma questa sensazione è sempre presente, e ammetto che fa pensare parecchio sui meccanismi che dominano l'organismo umano.
Ma non è di questo che voglio parlare perché è mio desiderio toccare il terremoto cercando di rimanere superficiale, cercando di evitare la drammaticità della situazione, cercando di alleggerire la pressione. Vi voglio parlare dei paesi colpiti dal sisma, sì, perché li conosco tutti abbastanza bene, perché vorrei presentarli a voi che abitate lontano in modo "diverso".

San Felice sul Panaro ha questo castello. Voi non potete immaginare quante volte sono passato di lì pensando di dover tornare per scattare qualche foto. Non l'ho mai fatto per via di mille scuse. A volte mi dimenticavo la macchina fotografica. A volte ero di fretta, per cui avevo preferito rimandare, "perché tanto il castello non scappa". Non scappa 'sta ceppa di minchia! (perdonate il francesismo). La foto qui a fianco lo mostra dopo il sisma del 20 Maggio. Non oso pensare come sia messo in questo momento.

Crevalcore è un paesino piccolo, medievale, circondato da mura. Da porta a porta è una passeggiata di circa mezz'ora. Poco fuori una delle sue porte c'è una pizzeria dove vado spesso. La pizza è buona, costa poco, e il locale è frequentato da ragazzi giovani, è allegro. Il centro del paese è avvolgente. Spesso ci siamo fermati in uno dei suoi bar per bere un ammazza-caffè... spesso lamentandoci della poca vita all'interno di quei bar, spesso pensando a posti alternativi dove andare. Ora il centro è completamente sfollato e chiuso. Non c'è un palazzo che non sia stato danneggiato dal sisma. E' diventata una cittadina fantasma.

Mirandola è il paese dove mi incontravo col Jane Austin Book Club per discutere di libri davanti a un bel drink. Ci ho presentato Il Cacciatore di Uomini, ma anche 31 Ottobre. Ho bei ricordi di quella piazza enorme e così viva. E ricordo il Duomo, che ho visitato la prima volta che sono stato in quel paese, a cui ho fatto solo due scatti veloci col cellulare, perché dovevo presentare un libro, e non era il momento di fare il turista. Oggi quel Duomo è una semplice facciata... e non è detto che neppure quella regga a lungo. E poi tutto il contorno... che sicuramente non è rimasto illeso.

Questi sono solo tre dei tanti paesi colpiti dal sisma. Quelli che frequentavo più spesso. Quelli in cui vivono persone che conosco. Quelli che mi hanno lasciato bei ricordi. Quelli che avrei voluto visitare da turista, con la macchina fotografica al seguito, e che per pigrizia mentale, non ho mai fatto... Ora, che ancora sento tremare la sedia che ho sotto il sedere, mi rendo conto che è troppo tardi. Che sono stato pigro. Che ho perso qualcosa di irrecuperabile. 
Sarà anche un pensiero superficiale, il mio. Ma non riesco a staccarmene. Qualcosa se ne è andato, non tornerà più. Al suo posto ci sarà qualcosa di diverso. Ma quello che c'era prima vivrà solo grazie alla memoria di chi l'ha visto, ammirato, e magari fotografato.